banane urbane

banane urbane

1. Perchè “bananeurbane”? Nel momento in cui ha preso vita questo progetto, tutto ci era chiaro all’infuori del nome. Avevamo tutti un solo desiderio, quello di non costruire un un marchio che rischiasse di venir subito risucchiato dal sistema di oggi, volevamo assolutamente trovare un nome anonimo e misterioso. Poi un pomeriggio, passeggiando sotto i portici (Firenze, ndr) P. ha rischiato di scivolare su una buccia di banana lasciata in terra: “cazzo, banane…urbane! come vi sembra?” E’ nato così il nostro collettivo, un collettivo che con le proprie azioni di comunicazione guerriglia fa scivolare passanti distratti su particolari bucce di banana, fatte di fake, finti eventi, adesivi, stencil, video virali, inganni informatici ecc…

2. Perchè la scelta di un’identità collettiva? Bananeurbane nasce come un’identità collettiva per dar voce a singole passioni e a interessi comuni. Aperta a tutti ed interessata ai problemi di rilevanza sociale e ai dibattiti sulle nuove forme di comunicazione non convenzionale raccoglie le varie influenze, le diverse provenienze, i diversi percorsi di vita e l’apertura ad ogni tipo di proposta che rispecchi i nostri principi per farli confluire in un unico risultato, un collettivo, un raggruppamento di persone che affronta ogni tematica con interesse e stimoli nuovi, e che di ogni esperienza ne fa tesoro per le azioni che verranno in futuro, rimanendo così sempre in continua evoluzione

3. Esiste una certa “schizofrenia individuale” nel nostro collettivo? Ogni nostra azione nasce naturalmente da un brainstorming di partenza, che ogni volta ci porta ad affrontare un tema o un problematica nuova. Ognuno di noi porta quindi le proprie proposte, cercando di farle conciliare con quelle del collettivo, ma si arriva sempre ad una scelta finale in maniera del tutto democratica. Le varie individualità che si possono presentare all’interno del collettivo quindi non le definiremmo tanto schizofrenie individuali quanto piuttosto importanti contributi personali. Logicamente ognuno di noi può prediligere lavori specifici piuttosto che altri, c’è chi preferisce uscire nel silenzio della notte ad “attacchinare” volantini e chi invece si trova meglio con una penna e un foglio in mano a buttar giù contenuti, chi disegna e realizza le grafiche e chi preferisce dirigere i contenuti web o ancora girare e documentare le azioni con macchine fotografiche e telecamere in mano, ma tutti con l’unico scopo di realizzare al meglio le azioni del collettivo, cercando di sovvertire con i nostri mezzi quegli schemi sociali e culturali esistenti di cui siamo veramente stanchi.

4. Crediamo che grazie ad un’identità collettiva si possa raggiungere maggiore creatività? Non crediamo che un collettivo possa a priori produrre e rendere più di un semplice singolo, ma riteniamo piuttosto che un lavoro e una progettazione di gruppo possa sicuramente amplificare le possibilità e le idee di una sola persona, o per lo meno permette di scannerizzarle, ricontestualizzarle e analizzarle in maniera molto più razionale e logica. Appunto per questo siamo aperti a tutti i tipi di proposte, critiche e interrogativi, e non intendiamo mai opporre resistenza alle idee che confluiscono nei progetti portati avanti da bananeurbane.

5. Da cosa nasce e come si sviluppa l’approccio ad ogni diverso campo d’indagine prima di ogni nostra singola azione? Non è possibile isolare il singolo momento in cui nasce l’idea per un’azione o una campagna, anche perché cambia ogni volta a seconda del tema scelto e del target a cui ci dobbiamo rivolgere. Il nostro è un processo continuo, un flusso creativo che non ha un inizio e una fine ma che aspetta ogni giorno l’intuizione giusta, la scintilla, il dettaglio che faccia partire quel concatenamento di idee che portano poi al progetto o alla campagna.

6. E se dovessimo descrivere il nostro “metodo” di lavoro? Non abbiamo un vero e proprio metodo di lavoro quanto piuttosto l’abitudine di procedere per livelli. Ogni volta per scegliere un tema facciamo innanzitutto frutto della nostra curiosità per individuare e proporre delle problematiche importanti da affrontare, molto spesso anche in funzione degli avvenimenti o dei cambiamenti che viviamo in prima persona e che vorremmo cambiare. Stabilito il tema, si passa alla documentazione, alla raccolta dei dati, delle citazioni e delle informazioni utili. Fondamentale per andare a segno con un’azione è infatti conoscere alla perfezione le nostre “vittime”, le loro abitudini, il loro territorio. Poi non resta che lasciare spazio alla fantasia, le idee vengono analizzate, cominciamo a strutturarle in un progetto vero e proprio, ci si dividono i compiti, si definisce una tempistica – ed è fondamentale riuscire a mantenere ciò che viene prefissato per ogni data – e non rimane altro che passare all’azione, in strada o nella rete.

7. Cos’è che ci aggrega in questo collettivo e quale rapporto vogliamo stabilire con il mondo esterno? La cosa che ci appassiona di questo collettivo e il dover pensare sempre a come affrontare delle problematiche in maniera creativa, acuta e divertente e il sapere che comunque sia per noi sarà sempre un arricchimento. Siamo contro questa società consumistica, contro lo sfruttamento del lavoro, per i diritti umani e per la salvaguardia dell’ambiente, siamo per molte cose e cercheremo ogni volta di dimostrarlo con azioni e campagne mirate, con particolare attenzione all’aspetto grafico e comunicativo. Non vogliamo insegnare niente a nessuno ma solamente far riflettere chi scivolerà sulle nostre “bucce” riguardo temi a noi vicini, sfruttando la sorpresa, l’inganno, l’originalità di certe azioni. Non vogliamo spaventare gli indifesi passanti ma catturare la loro attenzione sfruttando canali dell’inconscio solitamente silenti.

6 Risposte to “About banane:urbane”

  1. mubby said

    però se vi serve qualche adepto su roma mi offro volontario

  2. Kiaraku said

    Siete grandi! Se avete bisogno di qualche banana girls, sono a 15 minuti di macchina da Firenze!!!

  3. Sciusciu del Tirol said

    Molto figo quello che fate..se volete una mano a Firenze o nel Nord Est, io sono un rappresentante dei noti collettivo Kalkare e collettivo piume

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